MySalento.com incontra il cantautore tarantino Piero Campi
Hai cominciato a far musica da piccolo tra i banchi del liceo con i DHARMA di cui sei stato il fondatore.
Quali sono le ragioni che ti hanno spinto a proseguire da solo e a proporti come solista?
A dire il vero è cominciato tutto con i Verolax, una band dalle sonorità molto noise ma con quel tocco di pop che dava risultati davvero sorprendenti.
Con i Dharma, invece, poco dopo, ho vissuto le esperienze più belle ed emozionanti, quelle che mi hanno segnato e fatto crescere. Gli spostamenti folli dopo le tante ore di lavoro e le poche di sonno per raggiungere il posto dove suonare, condividere la stessa stanza dopo i concerti: sono quei momenti indimenticabili che ti rafforzano e ti fanno crescere. Poi però è tutto finito perché avevamo fondamentalmente modi diversi di vedere e fare musica, …non è facile gestire cinque teste! Così ho deciso di proseguire da solo, ne sentivo l’assoluta esigenza.
Già con i DHARMA, che vuol dire legge,legge naturale, hai sempre avuto ed espresso una spiccata voglia di farti sentire,di far sentire la tua voce, di farti valere.
Cosa si prova ad uscire fuori dal panorama musicale locale e pian piano affermarti a livello nazionale?
Nella vita in generale quando ti allontani da ciò che conosci non sai mai a cosa vai realmente in contro, eppure la cosa non può che eccitarti. Il solo pensiero di riuscire a sfiorare quello che reputi “più grande” è adrenalinico. Così hai la possibilità di rapportarti a gente molto più responsabile, professionale. La soddisfazione di suonare nei locali della Capitale, dove fino ad un minuto prima non ti conosce nessuno, leggere le recensioni su giornali di ciò che hai scritto, hai suonato: sono tutte cose a cui non ero abituato e che ti lasciano dentro qualcosa di indescrivibile.
La tua voce è pulita, i tuoi testi sono orecchiabili ma come hai più volte sottolineato sei cresciuto con il rock nel cuore.
Nel panorama musicale italiano è difficile oggi trovare artisti che fanno musica ricercata.
Hai pensato di ritornare alle tue origini e di proporre un CD che esalti la tua indole da “rocker”?
Papà rock non puoi dimenticarlo! E mi piacerebbe davvero ritornare a sentire quelle vibrazioni. Molto dipenderà dalle collaborazioni, ovvio e da ciò che scriverò, …mai dire mai. Sono affascinato dal pop/elettronico come quello proposto dai “La Crus”, chissà che non mi venga qualche idea in tal senso.
Il tuo secondo singolo “DOVE SARAI” associa ad una musica orecchiabile dagli echi malinconici, due tematiche molto forti.
E’ una sorta di riflessione che parte dall’omaggio all’amico scomparso e finisce col denunciare uno dei problemi che affligge la tua città, Taranto, e che in qualche modo la divide: la questione ambientale e degli scarichi di diossina ILVA.
Hai scelto di trattare questo tema scottante perché davvero ci credi e lo senti tuo o perché è di “moda” andare contro al sistema?
L’amore non sarà mai contro moda, ed io amo la mia terra se è ciò che intendi, ma è solo questo il motivo. Non mi dispiacerebbe però se il mio lavoro facesse riaprire gli occhi alla gente, c’è ancora troppa indifferenza.
La verità? “Dove sarai” è un richiamo all’amore, chiunque lo ascolta può ritrovarcisi e darne un’interpretazione propria ma non è nata per Taranto. Nelle immagini ho voluto raccontare la sofferenza che mi portavo dentro. Due mesi fa ho perso un mio caro amico per colpa di un cancro polmonare. Lavorava “li”. Ho sentito che in qualche maniera avevo bisogno di denunciare quello che ci sta accadendo, e farlo a mio modo. Un giorno mi è apparso in sogno vestito da giullare, mi faceva vedere Taranto, aveva un’aria profondamente triste: credo abbia voluto mandarmi un messaggio. Con la regista (Letizia Raganato, ndr) abbiamo provato a rappresentare tutto questo inserendo storie significative che fanno parte della nostra vita e appartengono a tutti. La coppia che aspetta un figlio, il futuro. Io sono stanco di ritornare nella mia città e vedere sempre lo stesso paesaggio violentato, la stessa indifferenza, la gente che continua a morire! Vorrei che si tornasse a parlare di Taranto per la sua bellezza! E invece si colpevolizzano i giovani che scappano via, cercando la vita altrove.
Oltre ai concerti live di quest’estate, quali sono i tuoi progetti futuri?
Per quanto riguarda il futuro sono già a lavoro. Credo in qualcosa di diverso dal primo però e spero di riuscire a suonare tanto nei locali, il palco e il contatto con la gente è una cosa di cui non riesco e voglio a farne a meno. Mi piacerebbe un giorno poter scrivere o duettare con L’aura e Mauro Ermanno Giovanardi (la Crus) e chissà che questa intervista non arrivi anche a Bono Vox: credo rimarrà un sogno, ma chissà.
Un’ultima domanda: sentiremo, magari in tuo prossimo lavoro, i Dharma ancora insieme o fanno parte del tuo passato?
Nel prossimo lavoro i Dharma non ci saranno. Con loro non ho chiuso i rapporti, non lo faccio mai definitivamente nella vita a meno di casi eccezionali e sinceramente non mi dispiacerebbe seppure credo che adesso sia ancora troppo presto; ma il 50% che mi compete della risposta è favorevole.
Primula Enna.



