I SILVERED:”La musica è un trasporto naturale”

di Daniela Mercuri

Loro la definiscono una band “nata per caso”, con la passione per il metal ed il comune gusto per l’acustico. Sono i Silvered, un gruppo di giovani salentini alle prese con le prime note della popolarità e con un piacevole impatto, che fa di loro una risorsa musicale promettente.

Ci parlano del loro primo cd ,Dyling Light, il cantante Daniele Rini ed uno dei due chitarristi, Roberto Vergallo.

Per chi intendesse conoscerli meglio, può cliccare sui link:

www.silvered.it

www.myspace.com/silveredmusic

Quando nascono i Silvered?

Daniele Rini: “I Silvered nascono nel marzo 2007 quasi per caso, dall’incontro fra me, Luca Mazzotta (attuale chitarrista) e l’ex bassista. Il progetto nasce inizialmente come espressione acustica di una certa corrente rock, il grunge di Seattle, che tanto ha influenzato i nostri gusti musicali. Proprio la comunanza di gusti e la grande intesa ci ha permesso di esordire live molto presto, e di maturare l’esperienza necessaria per allargare gli orizzonti in favore di sonorità più dure ed elettriche. E’ così che sono stati reclutati Mauro Lorenzo, Stefano De Laurenzi, Roberto Vergallo e Francesco Bursomanno a dar manforte alla band; attualmente siamo una band metal con la passione per l’acustico, e il risultato di queste duplici influenze lo si può apprezzare nei nostri brani.”

Avete appena inciso il cd “Dying Light”. Che significato ha per voi questo cd e che tipo di riscontri avete avuto?

DR: “Dying Light è un cd promozionale e come tale lo stiamo considerando; esso rappresenta uno dei passaggi necessari per giungere ad un album e ad una, si spera, maggiore maturazione artistica da parte della band. I primi riscontri sembrano particolarmente positivi: oltre infatti alla buona risposta live da parte del pubblico, stiamo ricevendo ottime critiche anche sul web, da parte di chi ha avuto modo di ascoltare i brani sul myspace o delle webzines che hanno recensito il promo.”

Il metal è solo un genere musicale, o nasconde una sorta di “filosofia” di vita?

DR: “Premettendo che nelle nostre vene non scorre solo metal direi che non c’è filosofia di vita, bensì un trasporto naturale, innegabile ed irrinunciabile, che prende forma sin da bambino; è una possessione, uno scegliere ed esser scelto. Ognuno di noi ha una “musica preferita”… semplicemente ci si sente più vicini a certe melodie anzichè ad altre!”

Come nascono i brani dei Silvered?

Roberto Vergallo : “Il lavoro compositivo prende spunto quasi sempre dalle chitarre, a volte in aggiunta al piano ed alla voce; spesso ci si ritrova in due o in tre al di fuori della sala prove, ed in queste occasioni emergono molte idee “grezze” che verranno poi arrangiate da tutti, magari stravolgendo l’idea iniziale. Ognuno insomma inserisce la propria creatività in accordo con gli altri.”

Qual è il vostro rapporto col territorio salentino e quanto questo vi influenza nelle vostre composizioni?

RV: “Il Salento è da tempo fucina dell’underground rock italiano; solo negli ultimi anni però le istituzioni e la gente comune stanno scoprendo le potenzialità artistiche dei giovani salentini, grazie anche al recente successo nazionale di band locali. Notiamo inoltre un crescente apprezzamento dei locali nei confronti della musica alternativa, che fanno quasi a botte per organizzare le serate live, e questo non può che farci piacere. Tuttavia, a costo di risultare impopolari, noi Silvered non possiamo non storcere il naso quando si prende la tradizione musicale salentina e la si trasforma a tavolino in fenomeno culturale di massa. La gente deve sapere che la nostra terra non è solo pizzica e tarantella, ma può e deve essere un bacino di artisti innovativi nel genere e nel gusto. La vena acustica di noi Silvered risente inevitabilmente di una forte influenza folk, ma dinanzi a un tale abuso della tradizione musicale nostrana, siamo costretti a rifarci a sonorità di paesi molto più lontani.”

Cosa fate nella vita, aldilà della vostra passione per il metal?

RV: “Il musicista non ha vita facile in Italia, a cominciare dalla legge che non tutela e stimola in modo adeguato l’attività artistica dell’individuo; è anche per questo che ognuno di noi coltiva una sorta di “lato b” della propria vita: alcuni di noi studiano all’università, altri lavorano, altri entrambe le cose… Ma nelle nostre teste il pensiero del gruppo è una costante fissa, quindi appena è possibile ci si mette all’opera in favore dei Silvered, poiché suonare in una band non significa solo prove e concerti ma anche impegno, dedizione e sacrifici. I risultati però gratificano di gran lunga gli sforzi profusi!”

Insomma, 6 ragazzi in gamba, il Salento alle spalle che porta un po’ di fortuna ultimamente alla band nostrane, un cd e tanta voglia di portare i concerti in elettrico “anche fuori dalle mura leccesi”. Avete tutte le carte giuste per sfondare, vero?

DR: “Sappiamo di avere buone possibilità, e non perché siamo migliori di altri, ma semplicemente perché crediamo in quello che facciamo e proseguiamo per la nostra strada, ci sentiamo convinti ed ispirati!”


2 Commenti per “I SILVERED:”La musica è un trasporto naturale””

  1. skeleton ha detto:

    YEEEAAAAHHHH!!!

  2. Terremoto ha detto:

    Grandi ragazzi!!!

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