TEMPO DI BILANCI

…di Alberto Rugolotto

 

Tempo di  bilanci quello a pochi giorni dalle festività natalizie. Un discorso che vale più che mai per i campionati di Prima Divisione, il cui termine del girone d’andata coincide anche con la sosta più lunga, quella che conduce appunto al nuovo anno.

Da chi partire dunque per trarre qualche conclusione su questa prima metà di torneo? Direi che non ci sono dubbi: dai giallorossi del Gallipoli. E come fare altrimenti, dato che la squadra guidata dal “principe” Giannini ha chiuso più che mai meritatamente al comando il girone d’andata: 10 vittorie, 4 pareggi e sole 3 vittorie, questo il bilancio di una corazzata che non si caratterizza come una schiacciasassi, ma che ha macinato punti con continuità e ha sempre dimostrato quadratura, compattezza e concretezza, in particolare in fase offensiva (Ginestra e Di Gennaro, 8 e 7 gol, i nomi più rappresentativi). Il Gallipoli chiude, non a caso, con il secondo miglior attacco e la terza miglior difesa, dati davvero inconfutabili; e quando ‘carta canta’ c’è poco da obiettare: con due punti di vantaggio sull’Arezzo e quattro sulla coppia Benevento-Crotone, la formazione salentina non può che scrutare con fiducia l’orizzonte verso il quale da gennaio sarà chiamata a riprendere una marcia vincente. Ai tifosi del Gallipoli un solo consiglio: l’andamento di una squadra prevede anche dei cali, fisiologici o meno,quindi non meravigliatevi se ci sarà più o meno tardi una flessione. L’augurio che faccio è sicuramente quello di successi a non finire, però attenzione a non far mai mancare l’apporto giusto.

Qualche difficoltà in più, invece, a delineare un bilancio positivo per quanto riguarda il Taranto. Quello che contraddistingue il cammino dei rossoblù in queste prime 17 giornate è la difficoltà costante di ingranare la marcia giusta: fin dalla prima partita la formazione tarantina ha mostrato qualche debolezza, che unita ad evidenti lacune difensive (secondo peggior reparto nel girone) ha contribuito a far precipitare la squadra al quintultimo posto della graduatoria. Nemmeno il tentativo di svolta operato in extremis dalla società, con l’avvicendamento in panchina tra Dellisanti e Stringara, ha ottenuto gli effetti redentrici sperati. Troppi comunque gli ostacoli da superare per Dionigi e compagni: i contrasti con il presidente Blasi e le dimissioni del vice Selvaggi hanno destabilizzato un ambiente di per sé già abbastanza rovente. Il pareggio a reti bianche contro il Sorrento è la giusta sintesi di una squadra a cui manca un pizzico di sale, quell’ingrediente non segreto capace di far fare il salto di qualità e portare il Taranto nelle zone medio-alte di classifica. Non è infatti troppo tardi per sperare in una svolta: la storia (calcistica ovviamente) ha insegnato che le sorprese non sono mai mancate.

Capitolo Lecce. Qui bisogna aspettare ancora due giornate per la chiusura del girone d’andata, anche se la situazione pare abbastanza delineata per i ragazzi di Beretta. La terzultima posizione in classifica non fa certo immaginare scenari troppo esaltanti, anche se la classifica non è lunga e anche qui le sorprese non tardano mai ad arrivare: sono convinto che iniziando bene il 2009 (anche se l’avversario è tosto, la Fiorentina), il Lecce possa dare avvio ad una serie positiva capace di rilanciare un po’ la squadra. Le qualità ci sono, l’impostazione di Beretta ha il suo perché: magari qualche innesto in sede di mercato può sicuramente essere utile.

E infine, come al solito, la serie D: fine d’anno col botto per il Brindisi, che nonostante l’ultimo pareggio ottenuto e il punto di penalizzazione può guardare fiducioso, e credo abbastanza sicuro della promozione, il 2009; bene anche il Francavilla, che finalmente mette insieme due vittorie consecutive e punta con decisione verso le zone alte della classifica.

Un bilancio quindi con alti e bassi in pari grado. Sperando per tutte le squadre del Salento un 2009 ricco di soddisfazioni, un augurio a tutti i tifosi e agli appassionati.


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