Taranto come Caporetto
…di Alberto Rugolotto
Ottava sconfitta stagionale, terza consecutiva, seconda peggior difesa del girone, quart’ultimo posto in classifica in piena zona play-out. No, non sono i numeri di Caporetto, né quelli di una disfatta. Certo però sono dati su cui riflettere e che certo non rassicurano i tifosi, quelli del Taranto.
La sconfitta esterna in casa del Potenza fa piombare la squadra rossoblù nella zona più bassa della graduatoria, a 5 punti dal fanalino di coda Pistoiese.
È pur vero, però, che la situazione ambientale in cui D’Alterio e soci si sono trovati a lavorare questa settimana non è stata certo delle migliori: oltre all’esonero di Dellisanti avvenuto dopo il ko nel derby salentino contro il Gallipoli, dopo la trasferta di ieri ha rassegnato le dimissioni dalla carica di vicepresidente Franco Selvaggi, lo stesso che 7 giorni prima aveva deciso il futuro proprio dell’ex tecnico. Secondo le sue parole, è una decisione maturata già in settimana e ciò dimostra come qualche ingranaggio sia fuori sede all’interno della struttura-Taranto: è un principio abbastanza assodato il fatto che per vincere bisogna remare tutti dalla stessa parte e che un’intera realtà debba contribuire all’obiettivo stabilito. Evidentemente non è questo il periodo giusto per costruire qualcosa di buono e già due persone non hanno “mangiato il panettone”. Non vorrei che gli affamati aumentino di numero….
Chi invece può già stappare lo spumante è sicuramente il Gallipoli. Se i dati sono stati, ahimè, snocciolati per il Taranto, come non farlo per i giallorossi: 10 vittorie e solo 3 sconfitte in campionato, +2 sulla seconda Arezzo, addirittura +6 su terza e quarta. Insomma, la classifica si fa significativamente positiva. Quando non segnano Di Gennaro e Ginestra ci pensano altri: ieri secco 3 a 1 sul Virtus Lanciano e vetta confermata. La squadra di Giannini, a contrario di quanto detto sopra, dimostra di essere assolutamente compatta; ecco allora come si possa mantenere un ruolino di marcia molto buono anche nelle occasioni in cui i finalizzatori non brillano. Che dire di più, veramente mi mancano le parole e non vorrei esagerare con troppi complimenti: in questi casi è sempre bene mantenere i piedi per terra, essere sicuri della propria forza e curare maggiormente i punti deboli. Sono state troppe le formazioni che in passato sembravano invincibili, o almeno favorite, e poi hanno terminato i campionati annaspando. Quindi, per non rischiare anche di portare un po’ di sfortuna (anche se la scaramanzia è una pratica per ignoranti), meglio aspettare l’ultima gara del girone d’andata e augurare un buon natale a Giannini&C., che davvero finora non hanno deluso i loro tifosi.
Ancora una volta amaro in bocca, invece, per il Lecce di Beretta, sovrastato nettamente dal Napoli al San Paolo nell’anticipo di sabato. Ora la classifica inizia ad essere abbastanza preoccupante: 13 punti, solamente +3 sul Chievo ultimo. Tra sette giorni, però, nel Salento arriva il Bologna di Mihailovic, appena un punto più su del giallorossi, quindi sfida più che mai diretta. Qualcosa forse deve essere rivista nel modulo: forse due centravanti contemporaneamente in campo non è la soluzione migliore, fa perdere un po’ di rapidità alla manovra e manca mobilità in attacco.
Oltre questi discorsi tecnici, e sinceramente un po’ boriosi, meglio fare allora una considerazione di respiro più ampio: è ovvio che la squadra è stata costruita per salvarsi, ma per farlo serve qualcosa di più. Ecco allora che andare in vacanza con una bella e importante vittoria sul Bologna potrebbe tirare un po’ su l’ambiente.
In serie D, finalmente una doppia vittoria per le squadre salentine: oltre al “solito” Brindisi, sempre più leader incontrastato (altro che Inter di Mourinho!!!), vince anche il Francavilla, che batte il Pomigliano e risale sensibilmente in classifica.
